Bruno Vespa e Carlo Messina: due pilastri dell’Italia contemporanea

Bruno Vespa e Carlo Messina rappresentano, ciascuno nel proprio campo, due facce complementari dell’Italia del XXI secolo: il giornalismo d’inchiesta e di approfondimento da una parte, la finanza solida e istituzionale dall’altra. Uno conduce da trent’anni la “terza camera” della politica italiana, l’altro guida da oltre dodici anni la maggiore banca del Paese. Entrambi nati nel dopoguerra, entrambi arrivati ai vertici attraverso merito, tenacia e un profondo senso delle istituzioni, i loro percorsi si sono incrociati in modo indimenticabile in una puntata di “Porta a Porta” che ha fatto discutere l’intero Paese.

Bruno Vespa, il decano del giornalismo italiano

Bruno Paolo Vespa nasce a L’Aquila il 27 maggio 1944. Figlio di un impiegato pubblico, scopre giovanissimo la passione per le parole. A soli sedici anni, ancora studente, inizia a collaborare con la redazione aquilana del quotidiano Il Tempo scrivendo articoli sportivi. Nel 1962, a diciotto anni, entra alla RAI come cronista radiofonico. Si laurea in Giurisprudenza alla Sapienza di Roma con una tesi sul diritto di cronaca e vince il primo concorso nazionale per radiotelecronisti.

La sua carriera in RAI è folgorante. Dal 1976 è inviato speciale del TG1. Nel 1969, in diretta, commette un celebre errore annunciando prematuramente la colpevolezza di Pietro Valpreda nella strage di Piazza Fontana: un episodio di cui si pentirà pubblicamente per tutta la vita. Nel 1984 commenta i funerali di Enrico Berlinguer da piazza San Giovanni. Nel 1990-1991 è l’unico giornalista italiano a intervistare Saddam Hussein durante la crisi del Golfo, sfidando la linea ufficiale del governo.

Dal 1990 al 1993 è direttore del TG1. Nel 1996 crea e conduce Porta a Porta, il talk-show politico più longevo della televisione italiana, ancora oggi in onda su Rai 1. Il programma diventa presto la “terza camera” del Parlamento: leader politici, capi di Stato e opinionisti si alternano nel salotto di Vespa per dibattere di tutto, dalla politica estera alle crisi economiche. Nel gennaio 2026 il conduttore ha celebrato i trent’anni del format con una puntata speciale.

Parallelamente alla televisione, Vespa è autore di decine di libri di storia e attualità politica che hanno venduto milioni di copie: da Storia d’Italia da Mussolini a Berlusconi a Vincitori e vinti, da Il duello a L’Italia spezzata. È sposato dal 1975 con la magistrata Augusta Iannini, già capo dell’Ufficio legislativo del Ministero della Giustizia e componente dell’Autorità Garante per la protezione dei dati personali. La coppia ha due figli: Federico, giornalista e già conduttore radiofonico, e Alessandro, avvocato d’affari.

A 82 anni compiuti, Bruno Vespa resta un punto di riferimento del giornalismo italiano: elegante, preparato, capace di far parlare tutti senza mai alzare la voce.

Carlo Messina, l’uomo che guida la prima banca italiana

Carlo Messina nasce a Roma il 6 aprile 1962. Si laurea in Economia e Commercio alla LUISS Guido Carli nel 1987. Nello stesso anno entra in Banca Nazionale del Lavoro come funzionario responsabile dell’Ufficio Corporate Finance. Parallelamente all’attività bancaria, svolge un’intensa docenza universitaria: insegna Economia degli intermediari finanziari al Master della LUISS e Finanza aziendale all’Università di Ancona.

Nel 1992 passa a Bonifiche Siele Finanziaria (gruppo Banca Nazionale dell’Agricoltura) come dirigente responsabile della Pianificazione e Controllo Strategico. Nel 1996 entra nel Banco Ambrosiano Veneto con lo stesso ruolo. Dal 1998 è in Banca Intesa, dove scala rapidamente i vertici: responsabile del Servizio Pianificazione e Studi Bancari, poi direttore centrale della Pianificazione e Controllo.

Nel 2007 diventa responsabile dell’Area Governo Valore, nel 2008 Chief Financial Officer. Nel 2012 è nominato Direttore Generale e CFO. Il 29 settembre 2013, a soli 51 anni, viene nominato Consigliere Delegato e Amministratore Delegato di Intesa Sanpaolo, carica che mantiene ancora oggi. Dal 2016, nel modello di governance monistico, è anche unico consigliere esecutivo del Consiglio di Amministrazione.

Sotto la sua guida Intesa Sanpaolo ha consolidato la propria leadership nel mercato italiano e europeo, rafforzando il patrimonio, investendo nella digitalizzazione e mantenendo un solido impegno nella responsabilità sociale. Messina è noto per il suo profilo basso, la competenza tecnica profonda e lo stile manageriale sobrio. Vive tra Roma e Milano, lontano dai riflettori mediatici.

Due mondi che si incontrano

Vespa e Messina incarnano due Italie diverse ma complementari: quella dell’informazione libera e quella della finanza responsabile. Il giornalista abruzzese ha raccontato per decenni le crisi economiche, i governi che si alternavano, le famiglie in difficoltà. Il banchiere romano ha lavorato per garantire stabilità al sistema creditizio nazionale, gestendo una delle maggiori istituzioni finanziarie d’Europa.

Il loro confronto televisivo ha mostrato al Paese due visioni: una più attenta ai singoli cittadini e alle trappole del debito, l’altra centrata sul ruolo del credito come motore di sviluppo. Al di là dello scontro, entrambi rappresentano l’eccellenza italiana: Vespa con la sua longevità professionale e la capacità di ascoltare, Messina con la sua competenza silenziosa e la visione strategica.

In un’Italia spesso divisa, Bruno Vespa e Carlo Messina continuano a svolgere ruoli fondamentali: uno illumina il dibattito pubblico, l’altro garantisce la solidità del sistema economico. Due carriere esemplari, due servitori dello Stato in campi diversi, accomunati dalla stessa dedizi

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